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Il miglioramento del terreno (prima parte)

Tecniche e consigli
Il terreno non è qualcosa di inerte, un riempitivo, al contrario è un qualcosa di vivo, di importante; se un terreno "sta bene", anche le piante lo faranno; moltissimi insuccessi apparentemente inspiegabili trovano la loro spiegazione in un anomalia nel terreno; l'uomo oramai da millenni ha imparato l'importanza della lavorazione del terreno; in questo articolo vedremo come migliorare il terreno attraverso varei tecniche, più o meno semplici

Lavorazione del terreno

Come detto prima è una pratica effettuata da millenni; lavorando o vangando un pezzo di terreno si accelera il processo di decomposizione dell'humus. Spesso , però, lavorare il terreno non è sufficiente, perchè il terreno non presenta i valori nutritivi ottimali; a questo punto è necessario correggere il terreno

Arricchimento organico

La presenza dell'humus nel suolo è indispensabile. L'humus risulta molto utile: aiuta a trattenere l'acqua, e quindi anche le sostanze nutritive sciolte in essa, migliorando allo stesso tempo il drenaggio (in particolare nell'argilla). Contribuisce anche a conservare il suolo ben aerato e a mantenerne la struttura; alimenta i batteri che trasformano la materia organica in humus. Un terreno può essere ricco di fertilizzanti chimici, ma l'assenza di materia organica impedisce la sopravvivenza della maggior parte dei batteri. In terreni così depauperati la crescita delle piante è stentata. I terreni ricchi di humus sono di colore scuro e pertanto assorbono il calore più facilmente di quelli chiari.
I concimi organici voluminosi presentano rispetto ai fertilizzanti altri vantaggi oltre a quello di migliorare la struttura del terreno grazie alla loro consistenza. Sono spesso ricchi di microelementi che possono mancare nei fertilizzanti, e cedono le sostanze nutritive con lentezza.
Benché ogni pianta abbia preferenze proprie, è in genere possibile raggiungere un compromesso e preparare un terreno adatto a numerose colture. La maggior parte delle piante cresce bene su terreni che sono stati arricchiti con composte o letame ben maturo nell'autunno precedente la piantagione. Non si deve aggiungere letame che non abbia avuto la possibilità di decomporsi, poiché allo stato fresco libera ammoniaca nociva. Inoltre l'azoto presente nel suolo non può essere assimilato dalle piante fino a quando non si verifica la decomposizione batterica.

Il ciclo dell'azoto

II ciclo dell'azoto,ovvero il processo  mediante il quale l'azoto passa dall'aria al suolo, e di qui alle piante e agli animali per ritornare poi nell'aria, comporta alcuni processi fondamentali:
  1. fissazione nel suolo dell'azoto sotto forma di nitrati, per mezzo di microorganismi e delle scariche elettriche dei fulmini; 
  2. uso di questi nitrati da parte delle piante per produrre proteine; 
  3. trasformazione delle proteine in composti ammoniacali nelle sostanze vegetali o animali in decomposizione 
  4. riciclo dei composti ammoniacali in nitrati o in azoto gassoso che viene liberato nell'atmosfera.
Il circolo dell'azoto

Materia organica

Per migliorare il suolo si può usare una vasta gamma di materie organiche. La scelta dipende spesso da quanto è disponibile, ma alcune sostanze come la corteccia polverizzata sono più facili da immagazzinare e da applicare dei concimi e delle composte da giardino.
Terriccio di foglie
Le foglie delle piante a fogliame deciduo, raccolte in autunno e ammucchiate in luogo aperto, possono essere incorporate nel terreno l'anno successivo, dopo che si sono decomposte, dando origine a un terriccio friabile di colore bruno scuro. Il terriccio di foglie è apprezzato più per la sua capacità di migliorare la grana e la struttura del terreno che per la piccola quantità di elementi nutritivi in esso contenuti. Ha lo svantaggio di decomporsi nel terreno abbastanza rapidamente e può contenere semi di erbe infestanti se queste hanno avuto la possibilità di crescere e produrre semi. Le foglie del platano, del pioppo, del sicomoro e dell'ippocastano impiegano più tempo a decomporsi di quelle della quercia che richiedono un tempo relativamente breve. Il terriccio di foglie può essere interrato o usato come pacciame. Dosi di impiego: kg 2,5 per metro quadro.
Letame animale
II letame consiste di sterco animale, urine e quantità variabili dei materiali usati per la lettiera, come paglia, torba, segatura o trucioli di legno. Prima dell'uso deve essere sempre ammucchiato e lasciato riposare per permettere alla lettiera di decomporsi. I concimi animali contengono, oltre a una buona pe¬centuale di sostanze nutritive, molti microelementi e sono tra i migliori ammendanti del terreno. I cavalli producono il letame migliore, seguiti dai suini, dai bovini e dal pollame. Lo stallatico equino è a pronto effetto, quello suino e quello bovino si decompongono più lentamente. Il letame suino e la pollina sono particolarmente caustici per le radici e non si dovrebbe usarli allo stato fresco. È meglio interrarli in autunno o usarli come pacciame in primavera, quando si è verificata la decomposizione. Dosi di impiego: kg 5,5-8,0 per metro quadro.
Torba
La torba consiste di residui vegetali parzialmente disgregati nei quali la presenza di acqua ha rallentato la decomposizione. La torba di carice proviene dalle paludi dei bassopiani dove predominano carici e canne ed è in genere di colore più scuro della torba di sfagno che si trova nelle torbiere delle zone di brughiera- Il componente principale di quest'ultimo tipo di torba è lo sfagno. La torba di sfagno è più spugnosa di quella di carice ed è pertanto più assorbente. Poiché scurisce il suolo, favorendo in tal modo l'assorbimento del calore, la torba è considerata più un correttivo che un fertilizzante. La maggior parte delle torbe ha natura acida ma, se applicate in quantità ragionevoli, non aumentano l'acidità del suolo. Sono sterili e lente a decomporsi, possono pertanto essere interrate o usate come pacciame. La maggioranza delle torbe in commercio sono miscele di tipi diversi. Dose d'impiego: kg 5,5 di torba umida per metro quadro.
Composta da giardino
La composta da giardino rappresenta una preziosa alternativa al letame animale, a volte difficile da reperire. Può consistere di un ampio assortimento di detriti di giardino e residui di cucina lasciati decomporre per parecchi mesi (si veda da pag. 14 a 17). La composta è relativamente ricca di sostanze nutritive e rappresenta un buon correttivo per il terreno. Si può interrare o usare come pacciame. Dose di impiego: kg 5,5 per metro quadro.
Coni di luppolo sfruttati
In certe zone si possono trovare coni di luppolo sfruttati che sono un sottoprodotto dell'industria birraria. Contengono relativamente poche sostanze nutritive ma rappresentano un buon correttivo del terreno e si possono interrare in autunno e in inverno. I coni di luppolo sfruttati costituiscono un buon pacciame. Dose di impiego: kg 5,5 al metro quadro.
Concime di luppolo
I coni di luppolo sfruttati con l'aggiunta di fertilizzanti formano il concime di luppolo. Poiché contiene fertilizzanti artificiali lo si dovrebbe usare con maggior parsimonia degli altri concimi. Si può usare come pacciame. Dose di impiego: kg 0,5 al metro quadro. Composte sfruttate per funghi Benché il loro valore nutritivo vani notevolmente, le composte già sfruttate vendute dai funghicoltori servono ad aumentare il contenuto organico del suolo. In genere contengono letame animale, loam e gesso in quantità variabili e possono essere usate in tutti i terreni tranne dove si coltivano rododendri e altre piante calcifughe. Dosi di impiego: kg 2,5-5,5 al metro quadro.

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