La luce è un elemento fondamentale per la vita di moltissimi esseri viventi (praticamente tutti) e anche le piante non fanno eccezione; in caso poi di piante coltivate in vaso e confinati in ambienti particolari come l'interno delle nostre case, entrano in gioco variabili che possono incidere moltissimo nella salute delle nostre "creature" verdi. In questo articolo prenderemo in esame la luce, imparando quali attenzioni devono essere prese per garantire uno sviluppo rigoglioso delle piante, o almeno, ridurne al minimo la sofferenza.
Comprendere le esigenze di luce di una pianta, significa predisporla ad uno sviluppo ottimale, anche se ovviamente questo non sarà l'unico aspetto da tenere in considerazione; ciascuna pianta necessita del suo quantitativo di luce espresso in tempo e anche in intensità della luce stessa; in realtà, come vedremo nell'articolo, la luce è composta da di diversi fattori, che ne determinano anche la "qualità".
LA LUCE
L'INTENSITÀ
Le radiazioni solari che arrivano alla Terra sono composte da diversi tipi di
raggi, tra i quali i più importanti sono gli infrarossi e la luce visibile.
Le radiazioni infrarosse non sono visibili all'occhio umano e hanno la
caratteristica di riscaldare l'aria e ciò con cui vengono a contatto.
La luce, invece, è la parte di radiazioni visibili che vengono assorbite dalle
piante e partecipano al loro processo di nutrizione (fotosintesi clorofilliana).
L'intensità delle radiazioni luminose è diversa da zona a zona e, nella
stessa zona, si possono avere livelli diversi di intensità luminosa in funzione
della stagione o della composizione dell'aria (come la presenza di pulviscolo):
è noto ad esempio, che le località montane hanno una luce più intensa
rispetto a quelle di pianura, soprattutto se queste ultime si trovano in
prossimità di grandi città o centri industriali.
Proprio dall'intensità della luce dipendono la colorazione brillante dei fiori e
il sapore dei frutti. E' possibile misurare l'intensità di luce utilizzando
appositi strumenti detti luxometri che la visualizzano (espressa in Lux)
mediante una lancetta su una scala graduata o su uno schermo a cristalli liquidi
nel momento in cui viene fatto il rilevamento. Nei vivai e nelle serre, nel
periodo estivo, una luce troppo intensa viene ridotta con reti ombreggianti a
maglia fitta o tende da sole, mentre in inverno la carenza di intensità luminosa
viene risolta con lampade particolari.
LA QUANTITÀ
Oltre all'intensità, è molto importante la quantità di luce che arriva alle piante durante una giornata. Molte piante (dette foto-periodiche) regolano la fioritura e altre funzioni vitali, come la fotosintesi, sulla lunghezza del giorno; ecco spiegato quindi perchè molte piante crescono in modo differente da luogo a luogo, anche se la temperatura apparentemente è la mdesima. A titolo puramente indicativo alcune piante come i crisantemi, le stelle di Natale iniziano il processo di fioritura solo quando il periodo di illuminazione nell'arco di una giornata è inferiore a 14 ore (crisantemo) o 12 ore (stella di Natale). Da quanto detto, è quindi possibile programmare la fioritura delle piante fotoperiodiche allungando o accorciando artificialmente la lunghezza del giorno, cosa che viene fatta per avere le stelle di natale fiorite per il periodo natalizio.

Un esempio di pianta brevidiurna: la stella di natale
Le piante fotoperiodiche vengono distinte in brevidiurne, longidiurne e neutrodiurne: le brevidiurne per fiorire richiedono un periodo di buio giornaliero più lungo rispetto a quello generalmente richiesto (4 ore di buio in più rispetto alle altre specie), le longidiurne fioriscono solo se ricevono luce per più tempo rispetto alle altre specie, mentre le piante neutrodiurne non hanno esigenze di luce particolari per la fioritura.
Sono esempi di piante brevidiurne: Poinsettia o Euphorbia pulcherrima - Kalanchoe - Crisantemo - Lingua di suocera - Begonia elatior - Azalea - Bouvardia - Eupatorium - Stevia.
Sono esempi di piante longidiurne: Achimenes - Browallia speciosa - Geranio imperiale - Glossinia - Giglio - Saintpaulia - Calceolaria -Iris - Viola - Gaillardia - Speronella.
Sono esempi di piante neutrodiurne: Rosa - Garofano - Aechmea - le Bromeliacee
LA LUCE NATURALE
La luce che illumina le piante nel loro ambiente naturale è generalmente più
che sufficiente per il corretto svolgimento delle funzioni vitali delle piante
(fotosintesi clorofilliana). Il discorso ovviamente cambia quando invece le
piante si trovano in ambienti illuminati artificialmente, come nelle nostre
abitazioni; in tal caso la luce può risultare insufficiente, eccessiva oppure
non distribuita uniformemente. Se la luce è troppo scarsa, le foglie si
sviluppano poco e assumono una colorazione pallida, gli internodi si allungano
eccessivamente e i fusti risultano deboli. Se la luminosità è eccessiva, le
foglie assumono una colorazione grigio-brunastra e si accartocciano; presentano
ustioni estese se colpite direttamente dai raggi del sole.
È buona norma non conservare le piante da appartamento (sia verdi sia fiorite)
nelle zone più ombreggiate della casa. Nelle zone mediamente ombreggiate (in
genere a 2-3 m da una finestra) possono trovare un'adeguata collocazione la
maggior parte delle piante verdi da interno, disponendo quelle a foglia
variegata nelle zone più illuminate. In presenza di molta luce diffusa si
possono coltivare la maggior parte delle specie fiorite da appartamento e alcune
piante verdi (per esempio, Ficus benjamina). In prossimità di finestre che per
molte ore godono della luce diretta del sole resistono bene le piante grasse e
succulente. E comunque preferibile verificare come le singole piante reagiscono
col passare del tempo alla collocazione in casa perché ogni abitazione presenta
caratteristiche proprie che la differenziano molto dalle altre per ciò che
riguarda l'illuminazione dei locali.
LA LUCE ARTIFICIALE
Negli ambienti molto in ombra è possibile coltivare le piante utilizzando
particolari tipi di lampade. Le normali lampade a incandescenza sono poco adatte
per ottenere un'illuminazione di una certa intensità e vengono utilizzate solo
per le piante fotoperiodiche (in genere occorrono solo 500-600 Lux per favorire
o interrompere il processo che porta alla fioritura). E sconsigliabile
utilizzare queste lampade per attivare i processi vitali delle piante poiché
producono un'intensità luminosa troppo bassa, consumano molta energia elettrica
e producono per contro un forte calore.
Risultano più adatte per illuminare le piante le lampade fluorescenti.
Solitamente hanno forma tubolare e raggiungono intensità luminose comprese tra
5000 e 10000 Lux, sufficienti per attivare la produzione di fiori e frutti in
piante con basse esigenze di luminosità. Sono lampade più costose di quelle a
incandescenza ma consumano meno energia e non producono troppo calore. Molto
simili alle lampade fluorescenti, quelle a vapori di mercurio producono fino a
15000 Lux.
IL COLORE DELLA LUCE
Alcune recenti ricerche hanno evidenziato che le piante sono influenzate dal colore della luce. In linea di massima una luce di colore blu e violetto stimolerebbe l'accestimento e la compattezza, mentre il colore giallo la crescita, il verde l'allungamento. La risposta varierebbe da pianta a pianta con un meccanismo che è ancora allo studio dei ricercatori.
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