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La riproduzione per seme

Alla scoperta del metodo più comune di riproduzione delle piante

Il sistema riproduttivo più comune nel mondo vegetale è quello che si effettua mediante seme; altri sistemi, seppur limitati come quantità, offrono spesso una valida alternativa.
La riproduzione per seme dovrebbe sempre essere preferita, preferendo i metodi alternativi quando non fosse possibile la riproduzione per seme (ad esempio quando non si hanno i semi, come nel caso di molte piante ornamentali tropicali o sub-tropicali.
Il seme è il corpo riproduttivo di alcune piante (fanerogame), derivato dalla fecondazione dell'ovulo e contenente l'embrione della futura pianta.
Il seme può essere piantato direttamente nel terreno che seguirà il suo intero sviluppo, o essere inizialmente "parcheggiato" in un semenzaio.  In genere la profondità di interramento di un seme si aggira intorno a un centimetro, e la distanza fra l'uno e l'altro seme deve consentire alla futura pianticella di crescere rigogliosa; una volta concluso l'interramento del seme, è consigliabile sempre compattare leggermente il terreno ad esempio tramite rulli, tavole di legno o bottiglie.
Una cassetta di legno riempita con terriccio, torba e sabbia, diventa il luogo generativo ideale di molte pianticelle.
È importante ricoprirlo con una lastra di vetro che lasci filtrare la luce.
Si abbia cura che la temperatura si aggiri intorno ai 20°C e che vi siano favorevoli condizioni di umidità.
Dal semenzaio le piantine, via via che germogliano, vanno spostate e messe a dimora in vasi più capaci per favorire una crescita più agevole, in attesa del trapianto vero e proprio.
Alcune piante, al comune semenzaio, preferiscono vasetti di torba in quanto la fragilità delle loro radici viene maggiormente rispettata dalla torba, che consente loro un facile passaggio, una volta trapiantate, attraverso la sua composizione fragile e umida.