Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy cliccando sul pulsante "maggiori informazioni". Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.

La luce

La luce è uno dei 3 fattori fondamentali per la crescita e la salute della pianta (gli altri fattori sono la temperatura e l'umidità)

La luce è un fattore decisivo per la salute delle piante; proprio la differente quantità di luce è alla base del ciclo vegetativo praticamente di tutte le piante e la errata esposizione è alla base di molti fallimenti con la crescita delle nostre piante.

Per coltivare nel modo corretto le piante e per poterne godere la bellezza durante tutto l’anno occorre conoscere e considerare gli effetti che la luce ha sulle diverse piante.

Come più volte abbiamo affermato la casa NON è l'ambiente ideale per le piante; troppo alte le temperature, troppo bassa l'umidità; se a questo aggiungiamo un'esposizione sbagliata, la sofferenza della pianta è garantita; per fortuna però sono sufficienti alcuni accorgimenti per consentire che le piante in casa, anche nella stagione invernale, abbiano tutta la luce di cui hanno bisogno ed evitare quindi che soffrano per l’eccessivo riscaldamento; è utile saper scegliere le specie per il terrazzo tenendo presente le caratteristiche delle piante e le condizioni climatiche della zona; infine occorre conoscere i lavori necessari nelle vane stagioni.
Tutto ciò garantirà la buona salute delle piante in casa e di quelle del balcone o del terrazzo, per tutto l’anno.

La luce

Le radiazioni solari che arrivano alla Terra sono composte da diversi tipi di raggi, tra i quali i più importanti sono gli infrarossi e la luce visibile. Le radiazioni infrarosse non sono visibili all’occhio umano e hanno la caratteristica di riscaldare l'aria e ciò con cui vengono a contatto. La luce, invece, è la parte di radiazioni visibili che vengono assorbite dalle piante e partecipano al loro processo di nutrizione noto col nome di fotosintesi clorofilliana). L’intensità delle radiazioni luminose è diversa da zona a zona e, nella stessa zona, si possono avere livelli diversi di intensità luminosa in funzione della stagione e della composizione dell’aria; ad esempio la presenza di pulviscolo può interferire alterando la qualità e l'intensità della luce agendo come una sorta di filtro; per constatarlo basta recarsi in una località montana dove a parità di stagione, latitudine e longitudine si gode di una luce più intensa rispetto a una località in pianura, soprattutto se questa si trova in prossimità di grandi città o centri industriali.

Dall’intensità della luce dipendono la colorazione brillante dei fiori e il gusto saporito dei frutti. E possibile misurare l’intensità di luce utilizzando appositi strumenti detti luxometri che la visualizzano (espressa in Lux) mediante una
lancetta su una scala graduata o su uno schermo a cristalli liquidi nel momento in cui viene fatto il rilevamento. Nei vivai e nelle serre, nel periodo estivo, una luce troppo intensa viene ridotta con reti ombreggianti a maglia fitta o tende da sole, mentre in inverno la carenza di intensità luminosa viene risolta con lampade particolari.

La quantità

La luce, come abbiamo visto, deve possedere una buona intensità, ma oltre all’intensità, è fondamentale anche la quantità di luce che arriva alle piante durante una giornata; soprattutto all'interno di una casa, le piante NON ricevono la corretta quantità di luce. Molte piante (per questo dette fotoperiodiche) regolano le proprie funzioni vitali (fotosintesi) e la fioritura proprio sulla lunghezza del giorno e quindi sulla quantità di luce che ricevono, quantità che varia da località a località a seconda della stagione. Ad esempio le stelle di natale, i crisantemi, e Kalanchoe iniziano il processo di fioritura solo quando il periodo di illuminazione nell’arco di una giornata è inferiore a 14 ore (crisantemo) o 12 ore (stella di Natale, Kalanchoe). È quindi possibile programmare la fioritura delle piante fotoperiodiche allungando o accorciando artificialmente la lunghezza del giorno; questa pratica è una degli elementi cardine delle tecniche di forzatura delle piante

Le piante brevidiurne, longidiurne e neutrodiurne

Le piante fotoperiodiche vengono distinte in brevidiurne, longidìurne e neutrodiurne:

le piante brevidiurne per fiorire richiedono un periodo di buio giornaliero più lungo rispetto a quello generalmente richiesto (4 ore di buio in più rispetto alle altre specie), le longidiurne all'opposto fioriscono solo se ricevono luce per più tempo
rispetto alle altre specie, mentre le piante neutrodiume non hanno particolari esigenze di luce per giungere alla fioritura.

La luce naturale

La luce che illumina le piante nel loro ambiente naturale è generalmente più che sufficiente per il corretto svolgimento delle funzioni vitali delle piante (fotosintesi clorofilliana). Le cose invece cambiano se le piante si trovano in ambienti illuminati articialmente come ad esempio all'interno delle nostre case; in tal caso essa può risultare insufficiente oppure eccessiva o comunque non distribuita uniformemente. Se la luce è troppo scarsa, le foglie si sviluppano poco e assumono una colorazione pallida, gli inter-nodi si allungano eccessivamente e i fusti risultano deboli. Se invece la luminosità è eccessiva, allora le foglie assumeranno una colorazione grigio-brunastra e si accartoccieranno; inoltre se colpite direttamente dai raggi del sole esse presentano ustioni estese. È buona norma non conservare le piante da appartamento (sia verdi sia fiorite) nelle zone più ombreggiate della casa, ma al contrario sistemarle nelle zone più luminose; fare attenzione ai davanzali in quanto possono determinare problemi alle piante, specie se ci sono i termosifoni accesi e se le piante sono colpite in modo diretto dai raggi del sole; i vetri possono anche fungere da "lenti" e danneggiare le piante in modo anche irreparabile. Nelle zone mediamente ombreggiate (in genere situate a 2-3 m da una finestra) possono trovare un’adeguata collocazione la maggior parte delle piante verdi da interno, disponendo quelle a foglia variegata nelle zone più illuminate. In presenza di molta luce diffusa si possono coltivare la maggior parte delle specie fiorite da appartamento e alcune piante verdi (per esempio, Ficus benjamina).

In prossimità di finestre che per molte ore godono della luce diretta del sole resistono bene le piante grasse e succulente. E comunque preferibile verificare come le singole piante reagiscono col passare del tempo alla collocazione in casa perché ogni abitazione presenta caratteristiche proprie riguardo l'illuminazione.

La luce artificiale

Una lampada specifica per la crescita delle pianteNegli ambienti molto in ombra è possibile coltivare le piante utilizzando particolari tipi di lampade. Le normali lampade incandescenza sono poco adatte per ottenere un’illuminazione di una certa intensità e vengono utilizzate solo per le piante
fotoperiodiche (occorrono solo 500-600 Lux per favorire o interrompere il processo che porta alla fioritura). È sconsigliabile utilizzare queste lampade per attivare i processi vitali delle piante poiché producono un’intensità luminosa troppo bassa, inoltre consumano molta energia elettrica e producono un forte calore. Risultano più adatte per illuminare le piante le lampade fluorescenti. Solitamente hanno forma tubolare e raggiungono intensità luminose comprese tra 5000 e 10000 Lux, sufficienti per attivare la produzione di fiori e frutti in piante con basse esigenze di luminosità. Sono lampade più costose di quelle incandescenza ma consumano meno energia e non producono troppo calore. Molto simili alle lampade fluorescenti, quelle a vapori di mercurio producono fino a 15000 Lux. Una categoria a parte è costituita dalle speciali lampade a led che emettono luce fredda nelle frequenze essenziali del blu e del rosso e sono efficaci nello sviluppare la vegetazione delle piante

Il colore della luce

Alcune recenti ricerche hanno evidenziato che le piante sono influenzate dal colore della luce. In linea di massima una luce di colore blu e violetto stimolerebbe l’accestimento e la compattezza, il colore giallo la crescita, il verde l’allungamento. La risposta varia da pianta a pianta con un meccanismo che però è ancora per molti versi oscuro e che è ancora oggetto di studio da parte dei ricercatori.