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La mandevilla è un'affascinante pianta sarmentosa dal fiore profumato
che può raggiungere i 5 m di altezza. Le infiorescenze spuntano sui
nuovi getti, si aprono in sequenza e possono contenere sino a 20 fiori.
Il fogliame, lanceolato e di un bel colore verde chiaro, è caduco.
Fioritura:
tra giugno e agosto.
Famiglia:
Apocynaceae.
Origine: Argentina e Bolivia.
Esposizione:
in pieno sole.
Substrato:
miscuglio di torba e argilla.
Cure colturali:
durante il periodo vegetativo annaffiare abbondantemente e sino ad
agosto concimare ogni settimana. Successivamente mantenere il terreno
solo leggermente umido.
Cure particolari:
la mandevilla abbisogna di un supporto (ad esempio una spalliera). Fare
attenzione ai probabili attacchi di afidi.
Cure invernali:
ricoverare la pianta con il pane di terra asciutto e potata quasi a
raso.
Tenere in ambiente buio e fresco (4-8 °C).
Annaffiare raramente. A marzo rinvasare; alla ripresa vegetativa
trasferire in ambiente più luminoso e caldo.
Parassiti e malattie:
probabili attacchi di afidi e di acari.
Moltiplicazione:
per seme o talea in propagatore riscaldato.
Avvertenza: la mandevilla è velenosa in ogni sua parte. La fragranza
persistente può provocare emicranie ai soggetti particolarmente
sensibili.
Fiori o foglie: difficile dire quali siano più attraenti in questa
pianta. I fiori, riuniti in ombrelle terminali, sono contornati da
brattee rosso scarlatto, lunghe sino a 3,5 cm; si sviluppano a partire
dai boccioli candidi e lanosi. Sono ricoperti di lanugine bianca anche
i rami e la pagina inferiore delle foglie (verde scuro e lucide).
Nel suo ambiente d'origine la specie raggiunge i 20 m di altezza. Alle
nostre latitudini viene coltivata sopreattutto in vaso come
arbusto. Il nome botanico (metros = midollo e sideros = ferro) fa
riferimento alla durezza del legno, tanto che in passato
veniva impiegato per le costruzioni navali.
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